COME SIAMO

Curious, Open Minded & Positive


Ecco, in queste tre parole è racchiuso il nostro modo di essere e di lavorare: curiosi, ricettivi, di larghe vedute, pronti al cambiamento e sempre, sempre positivi.

Vi sveliamo un segreto: per farvi capire come siamo davvero e come devono essere tutti i nostri collaboratori ed i nostri partners Vi invitiamo a risolvere un piccolo test:

immaginate di avere a vostra disposizione 

  • una candela
  • una scatola di puntine da disegno 
  • una bustina di fiammiferi 

come si vede nella figura che vedete.

Il vostro compito è quello di attaccare la candela alla parete di legno, sopra al tavolo, ma in modo tale che la cera sciolta non goccioli sopra al tavolo stesso.

Avete 5 minuti per provare a risolvere il problema. 

Tutti gli elementi necessari sono su quel tavolo.

...

...

...

Ci siete riusciti? 

Non sembra un grosso problema, vero?

Questo test è stato utilizzato dallo psicologo tedesco Karl Duncker, nel 1945, per valutare come le persone si ingegnano a trovare la soluzione di un problema.

Quasi tutti i partecipanti iniziarono cercando di inchiodare la candela alla parete, con scarsi risultati. Altri cercarono di sciogliere la candela per incollarcela ma nemmeno questa sembrò una buona idea poiché la candela sciolta cadeva ugualmente sul tavolo (inoltre macchiava e bruciava la parete). 

Dopo una media di 7 minuti, i partecipanti giunsero alla miglior soluzione:

usare la scatola che contiene le puntine come porta-candela e attaccarla al muro con le puntine; ovviamente i fiammiferi servono solo per accendere il cero.

Nell'esperimento originale la maggior parte dei partecipanti non riusciva a risolvere velocemente il problema perché era "fissata" sulla funzione normale della scatola che è quella di contenere le puntine. 

Questo impediva loro di pensarla in modo diverso, originale. 

Quando lo sperimentatore toglieva le puntine dalla scatola e le disponeva sparse sul tavolo accanto alla scatola vuota, i soggetti avevano un'intuizione improvvisa: notavano che la scatola poteva avere una funzione diversa, non solo come contenitore ma anche come sostegno per la candela.

Questo ci dimostra che ogni tanto basta cambiare la nostra prospettiva, il nostro punto di vista e provare a pensare in maniera creativa e non convenzionale per trovare la giusta soluzione di un problema.

Questo, per noi, significa essere "curiosi, tenaci e aperti al cambiamento" 

Interessante, certo, ma seguiteci ancora per sapere cosa successe molti anni dopo.

L'esperimento venne ritentato da un professore di psicologia a Princeton, Sam Glucksbergche, che aggiunse una variante importante.

Per svolgere l'esperimento, Glucksberg suddivise i partecipanti in due gruppi.

Al primo disse: "Vi cronometrerò per avere un semplice riferimento". 

Al secondo invece disse: "A coloro che termineranno nel 25% dei più veloci andranno 10 dollari di premio e a chi terminerà per primo, in assoluto, andranno 30 dollari". 

Considerate che queste cifre risalgono all'inizio degli anni Settanta e quindi, considerando l'inflazione, erano parecchio interessanti per quei pochi minuti di lavoro.

Chiunque sarebbe portato a credere che sia stato qualcuno del secondo gruppo a risolvere il problema, vero?

Invece no. Questo gruppo ci ha impiegato in media 3 minuti e mezzo in più rispetto al gruppo senza incentivi.

Sembra senza senso, vero? Eppure è così!

Si tende a pensare che un incentivo riesca ad affinare il pensiero e ad accelerare la creatività e invece funziona esattamente all'opposto: l'incentivo offusca il pensiero e blocca la creatività.

Questo esperimento non fu un caso isolato visto che è stato ripetuto per più e più volte, per quasi quaranta anni, sempre con gli stessi risultati.

Gli incentivi di tipo tradizionale: "se fai questo, ti darò questo" funzionano solo in certi casi, ma per molti incarichi non funzionano o addirittura possono rivelarsi controproducenti.

Il metodo del bastone e della carota ha funzionato bene per molte attività del 20° secolo ma per quelle del 21° spesso non funziona e molte volte produce danni.

E' fondamentale prestare attenzione alla motivazione interna, al desiderio di fare cose perché hanno senso, perché ci piacciono, perché sono interessanti, perché fanno parte di qualcosa di importante.

Volete degli esempi pratici?

A metà degli anni '90, Microsoft ha lanciato sul mercato un'enciclopedia chiamata Encarta (allora eravamo tutti studenti e ce l'avevamo tutti). 

Microsoft aveva i mezzi per fare tutto e bene e quani aveva aveva messo in campo ogni tipo di incentivo. 

Quelli "giusti", secondo loro. 

Strapagavano professionisti per scrivere e rivedere migliaia di articoli. Super Manager molto ben retribuiti sovrintendevano all'intero processo per assicurare che la "produzione" rispettasse parametri economici e consegne editoriali. 

Sembrava funzionare.

Alcuni anni dopo, però, apparve un'altra enciclopedia. 

Un modello differente. 

Fatta per divertimento. 

Nessuno prendeva un cent, un euro o uno yen. 

Lo facevano solo perché gli piaceva farlo.

Ebbene se a quel tempo foste andati da un economista e gli aveste chiesto: "Ehi, ho questi due modelli per creare un'enciclopedia. Secondo te chi avrà più successo?" Non avreste trovato un solo economista sobrio, in nessun luogo del pianeta Terra, disposto a scommettere su un modello che oggi, almeno 3 miliardi di persone conosce: si chiama Wikipedia.

Ricordate com'è andata? 

Encarta non esite più. Chiusa nel 2009. 

Volete altri esempi?

Chi di voi conosce la società Atlassian? 

Pochi. 

Eppure si tratta di una società di software australiana creata nel 2002 da due studenti con un budget di 5 (cinque) mila dollari. 

Oggi vale 27 miliardi di dollari. 

La manovra finanziaria italiana del 2019 valeva 19 miliardi...

Atlassian è ancora guidata dai due studenti che l'hanno fondata  e che continuano ad andare al lavoro in bicicletta, indossando t-shirt e snicker. Diverse volte all'anno dicono ai loro tecnici: "nelle prossime 24 ore lavorate a quello che vi pare, purché non faccia parte del vostro normale lavoro. Lavorate a ciò che vi piace." 

Per cui gli ingegneri usano questo tempo per creare un bell'applicativo o qualche finezza informatica. Poi presentano tutto quello che hanno sviluppato ai loro colleghi di reparto e all'intera azienda, in un incontro collettivo informale alla fine della giornata.

Quelle giornate di intensa autonomia hanno prodotto un'intera serie di soluzioni software che forse non sarebbero mai esistite.

E ha funzionato così bene che Atlassian ha fatto il passo successivo con il "20 Percent Time". 

Cosa fatta, com'è noto, anche da Google dove i tecnici possono impiegare il 20% del loro tempo per lavorare su qualsiasi cosa piaccia a loro. 

Hanno autonomia sul loro tempo, sui loro obiettivi, sulla squadra, sulla tecnica. 

Come forse saprete circa la metà dei prodotti nuovi, in un'annata tipica di lavoro, vengono partoriti durante il "20 Percent Time" 

...cose come Gmail.

Ecco: questo significa non fermarsi alle apparenze, essere positivi, cercare gli incentivi dentro di noi, non fuori.

Anche se è difficile da credere Il denaro non compra tutto.